Vittime di violenza e femminicidio, Amendolara a Belgrado per la conferenza internazionale di Vittimologia

Alla conferenza internazionale della Società di Vittimologia in Serbia un “focus” su come i media italiani trattano i casi di femminicidio e violenza sulle donne (che si è svolta a Belgrado in Serbia nei giorni 27 e 28 novembre 2014). A rappresentare l’Italia c’era il giornalista del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno Fabio Amendolara, autore del libro-inchiesta “Il caso Ilaria Alpi“. “Victim twice”, relationship between victims of crimes and mass media in Italy (Due volte vittime, la relazione tra le vittime di crimini e i mass media in Italia).

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Femminicidio e violenza sulle donne affrontati durante la conferenza di Belgrado

La relazione è stata discussa all’interno della sessione plenaria del secondo giorno dell’assemblea. Il giornalista – componente del Comitato dei garanti per l’attuazione della convenzione di Istanbul (che si è costituito in Turchia nel 2012) – ha evidenziato il ruolo della stampa nella battaglia culturale per il superamento della violenza di genere, che ancora oggi si alimenta di pregiudizi e stereotipi che pongono la donna in una condizione di subalternità rispetto all’uomo.

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Un momento della conferenza di Belgrado

L’auspicio per Amendolara è quello che “presto l’ordine dei giornalisti possa dotarsi di uno strumento deontologico che indichi ai cronisti i limiti entro cui esercitare la propria professione nei casi di violenza di genere. L’informazione – ha detto il giornalista – è in grado di influenzare l’opinione pubblica e quindi il linguaggio utilizzato deve essere appropriato, competente e rispettoso della persona offesa”.

Vittime di violenza e femminicidio, Amendolara a Belgrado per la conferenza internazionale di Vittimologia
Due volte vittime è il titolo della relazione di Amendolara su come i media trattano i casi di violenza sulle donne

Le relazioni hanno trattato diversi temi legati alla vittimologia: la legislazione internazionale e nazionale per la tutela delle vittime, le nuove frontiere della vittimologia, le vittime dei conflitti armati e quelle di terrorismo e di genere.

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Nella sessione moderata dalla professoressa Vesna Nikolic-Ristanovic, direttore della società serba di Vittimologia, hanno relazionato sulla “protezione delle vittime: leggi e politiche internazionali ed europee e legislazione nazionale in Serbia” il direttore dell’Istituto internazionale di vittimologia nei Paesi Bassi Mark Groenhuijsen e il professore della Facoltà di legge Union University di Belgrado Momcilo Grubac.
Nella sessione sul tema “Vittime di crimini basati sul genere, violenza e giustizia ristorativa: politiche europee, legislazione nazionale e loro applicazione” sono intervenuti: il coordinatore e ricercatore del Forum europeo per la giustizia ristorativa e ricercatore dell’Istituto Leuven di criminologia del Belgio Katrien Lawaert, Pam Alldred della facoltà di Scienze sociali Brunell University di Londra e Suncana Roksandic Vidlicka, assistente al dipartimento di legge dell’Università di Zagabria in Croazia.
Nella prima sessione tematica su violenza di genere e femminicidio sono intervenuti Michael Platzer, Adnana Mulalic e Milica Dimitrijevic del consiglio accademico delle Nazioni Unite (Ufficio di Vienna) e Anna Alvazzi Del Frate dello Small arms survery di Ginevra (Svizzera).
Nella sessione tematica sull’assistenza e supporto alle vittime sono intervenuti Nikica Hamervidmar e Maida Pamukovic del ministero di Giustizia della Repubblica croata, Ivana Stevanovic del Centro per i diritti dei bambini della Serbia e Vesna Nicolic-Ristanovic che è anche membro della facoltà per la riabilitazione dell’Università di Belgrado.
Il tema: Interventi nelle aree di crisi per il supporto e gli aiuti alle vittime è stato trattato da Dragana Batik della facoltà di sicurezza di Skopije (Macedonia), Jasmina Nikolic della Società di Vittimologia serba, Jasmina Ivanovic del segretariato per la protezione sociale di Belgrado e Ana Vlajkovic del Dipartimento di psicologia della facoltà di Media e comunicazione dell’Universisy Singidunum (Serbia).

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Quinta conferenza internazionale della Società serba di Vittimologia

La sessione Vittime e differenti forme di vittimizzazione è stata affrontata da Oliver Bacanovic e Natasa Jovanova della facoltà di Sicurezza di Skopije, Hrovoje Matakovic della fondazione croata delle Scienze, Irena Cajner Mraovic dell’Università di Zagabria, Drazen Vitez del ministero degli Interni della Repubblica croata, Danica Vasiljevic-Prodonovic dell’Università di Belgrado, Zorica Mrsvic dell’Istituto di scienze sociali di Belgrado e Tatjana Gerginova della facoltà di Sicurezza di Skopije.
Sviluppo delle politiche per la protezione delle vittime e lotta alle varie forme di crimine. Gli interventi: Nevena Petrusic, Slobodan Kostantinovic-Vilic e Natalija Zunic dell’Università serba di Nis, Stojanka Mirceva della facoltà di Sicurezza dell’Università Climent Ohridski-Bitola, Violeta Caceva dell’Istituto di ricerche giuridiche, politiche e sociali di Skopje, Mirjana Dokmanovic dell’Università serba Educons, facoltà di studi europei politici e legali, Bejan Saciri, Milica Popovic e Una Radonavonic della Società serba di Vittimologia.
Supporto e protezione delle vittimi di crimini: Helga Ezendam ed Erik Schreijen del ministero di Sicurezza e giustizia dei Paesi Bassi, Bosiljka Janjusevic dell’Università Alpen-Adria di Vienna e Predrag Nikic dell’Università Alfa di Belgrado.
Nuove prospettive in vittimologia, teoria e pratica: Natti Ronel e Moshe Bensimon del dipartimento di criminologia dell’Università Bar-Ilan di Israele, Nadia Wager del dipartimento di psicologia dell’Università di Bedfordshire (Regno Unito) e il giornalista Fabio Amendolara.
Vittime di organizzazioni criminali e guerre e loro protezione: Ugljesa Zvekic, già ambasciatore della Repubblica di Serbia nelle Nazioni Unite, Sam Garkawe della School of Law and Justice del New South Wales in Australia, Goran Basic del dipartimento di sociologia dell’Università Lund (Svezia) e Mally Shechory-Bitton del dipartimento di criminologia dell’Università Ariel di Israle.
Vittimizzazione, giustizia e protezione delle vittime: Azra Adzajlic-Devovic, Alisabri Sabani, Selma Stocanin-Hrustemovic, Tarik Humackic della scuola di criminologia dell’Università di Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), Ljiljana Stevkovic dell’Università di Belgrado, Vesna Jaric, coordinatrice dl progetto Risposte integrate contro la violenza sulle donne in Serbia.
Protezione dei bambini vittime: Branislava Popovic-Citic, Marija Markovic, Lidija Bukvic, Mario Stanojevic dell’Università di Belgrado, Sinisa Dostic e Sasa Gosic del ministero degli Interni della Repubblica serba, Sladana Duric e Branislava Popovic-Citic dell’Università di Belgrado, Dragan Obradovic dell’Alta corte di Valjevo (Serbia) e Vesna Stevanovic della Corte di appello di Nis (Serbia).
Sviluppo delle politiche anti discriminazione e tutela delle parità: Tatjana Visacki, Jovanka Saranovic e Svetlana Jankovic dell’Istituto di ricerche strategiche (Serbia), Filip Miric della facoltà di Legge dell’Università di Nis (Serbia), Bljana Puskar del Centro per la formazione della polizia, Emilija Glamocanin del Centro per l’alta formazione della polizia serba, Fejzi Beciri della facoltà di Legge dell’Università pubblica Kadri Zeka (Serbia) e Nikola Vukovic, della facoltà di Legge di Novisad (Serbia).

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